Salario minimo Ticino 2026 e 2027: le cifre per settore

Le cifre in breve

Nel 2026 il salario minimo in Ticino va da 20.00 a 20.50 franchi lordi all’ora, secondo il settore dell’azienda. Dal 1° gennaio 2027 sale a una forchetta da 20.50 a 21.00 franchi, poi da 21.00 a 21.50 nel 2028 e da 21.75 a 22.25 nel 2029. Nel 2026 non vale per chi è coperto da un contratto collettivo con un proprio minimo; dal 2027 sì, con un periodo di adattamento.

Il numero da solo dice poco, perché la legge fissa solo una paga oraria. Chi ha un contratto a 42 ore settimanali e 12 mensilità deve ricevere almeno 3’637.20 franchi al mese con il minimo più basso del 2026, e 3’728.13 con quello del 2027. Con la tredicesima l’importo mensile può essere più basso. Sotto spieghiamo come trovare la cifra del Suo settore, come il Cantone converte il mensile in orario, cosa entra nel conto dal 2027, quando un contratto collettivo cambia le regole e cosa fare se la busta paga resta sotto.

Quanto è il salario minimo in Ticino nel 2026?

Dipende dal settore in cui opera l’azienda, non dal Suo mestiere. La legge sul salario minimo fissa il minimo di ogni settore al 55% della paga oraria mediana svizzera di quel settore, ma sempre dentro una forchetta. Se il 55% della mediana è più basso della soglia inferiore, vale la soglia inferiore. Se è più alto della soglia superiore, vale quella superiore.

Le cifre esatte stanno nel decreto esecutivo dell’11 dicembre 2025, in vigore dal 1° gennaio 2026. L’inflazione tra novembre 2024 e novembre 2025 è stata dello 0.0%, quindi la forchetta è rimasta da 20.00 a 20.50 franchi. Il decreto elenca 87 settori, che l’Ufficio federale di statistica chiama divisioni NOGA: 22 sono fermi a 20.00 franchi, 57 sono a 20.50 e 8 stanno in mezzo, tra 20.05 e 20.34.

Grafico a punti di dodici settori: il 55% della mediana svizzera va da 14.96 franchi negli alloggi a 34.02 nei servizi finanziari, mentre il minimo legale resta tra 20.00 e 20.50 nel 2026 e tra 20.50 e 21.00 nel 2027
Il 55% della paga mediana svizzera di dodici settori e il minimo legale che ne risulta nel 2026 e nel 2027. Nostro grafico dai decreti esecutivi del Consiglio di Stato dell’11 dicembre 2025 e del 7 ottobre 2026.

Il grafico mostra perché la forchetta conta più della percentuale. Negli alberghi il 55% della mediana sarebbe 14.96 franchi, nella ristorazione 15.05, nel commercio al dettaglio 16.54: per questi settori la legge alza il minimo a 20.00 franchi. All’altro capo, nell’informatica il 55% della mediana vale 31.33 franchi e nella finanza 34.02, ma il minimo legale resta 20.50. Il salario minimo, insomma, è un pavimento sociale. Non dice quanto si guadagna di solito in un settore.

Per sapere quale riga vale per Lei, serve il codice NOGA del datore di lavoro. Lo assegna l’Ufficio federale di statistica in base all’attività dell’azienda, e il datore lo conosce. Se non vuole chiederlo, può cercare l’attività nello strumento KUBB dell’UST e poi trovare il settore nella pagina del Cantone sul salario minimo, che ha anche un calcolatore con le ore settimanali e la tredicesima. Quella pagina mostra già le cifre del 2027, che sono diverse.

Dal 2027 al 2029: tre scatti, poi il rincaro

Il 20 aprile 2026 il Gran Consiglio ha approvato una modifica della legge, pubblicata nel Bollettino ufficiale delle leggi il 26 giugno, che entra in vigore il 1° gennaio 2027. Nasce da un compromesso trovato in Commissione gestione e finanze ed è, di fatto, il controprogetto all’iniziativa popolare «Per un salario minimo sociale». La modifica alza la forchetta in tre anni e sospende l’adeguamento all’inflazione fino al 2030, quando il Cantone recupererà in una volta il rincaro del triennio 2027-2029.

Il decreto per il 2027, firmato dal Consiglio di Stato il 7 ottobre 2026, applica già la nuova forchetta. Degli 87 settori, 30 passano a 20.50 franchi, 45 a 21.00 e 12 stanno in mezzo. Alberghi, ristoranti e commercio al dettaglio salgono da 20.00 a 20.50; costruzione di edifici, sanità, informatica e finanza da 20.50 a 21.00. Ecco quanto fa al mese, per un tempo pieno di 42 ore e 12 mensilità:

Anno Forchetta oraria Minimo mensile a 42 ore
2026 20.00–20.50 fr. 3’637.20–3’728.13 fr.
2027 20.50–21.00 fr. 3’728.13–3’819.06 fr.
2028 21.00–21.50 fr. 3’819.06–3’909.99 fr.
2029 21.75–22.25 fr. 3’955.46–4’046.39 fr.

Abbiamo usato il metodo del Cantone, che vediamo nella prossima sezione. Per il 2028 e il 2029 la legge fissa solo la forchetta: le cifre di ogni settore arriveranno con i decreti di quegli anni.

Chi ne beneficia? Il rapporto della Commissione gestione e finanze stima, con i dati salariali del 2024, circa 23’000 persone pagate meno di 22.25 franchi all’ora: poco più di 15’000 frontalieri e circa 8’000 residenti. Il gruppo più grande lavora nella ristorazione, con 2’702 persone, seguita da altre industrie manifatturiere, pulizie e giardinaggio, commercio all’ingrosso e al dettaglio. Per tutte loro la busta paga di gennaio 2027 è il primo punto da controllare, e il controllo parte da un calcolo semplice.

Da mensile a orario: il calcolo del Cantone

La legge parla solo di franchi all’ora, quindi ogni stipendio va convertito. Le domande frequenti dell’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro danno due formule. Con 12 mensilità: stipendio mensile diviso 4.33, il numero medio di settimane in un mese, diviso le ore settimanali. Con la tredicesima: stipendio annuo diviso 52 settimane, diviso le ore settimanali. Il risultato deve arrivare almeno al minimo del settore.

Prendiamo un’offerta da 3’600 franchi lordi al mese per 42 ore in un’azienda di confezioni, un settore a 20.00 franchi nel 2026 e a 20.50 nel 2027. Con 12 mensilità fa 3’600 diviso 4.33 diviso 42, cioè 19.80 franchi all’ora: sotto il minimo già nel 2026, di 37.20 franchi al mese. Con 13 mensilità lo stesso mensile vale 46’800 franchi all’anno, diviso 52 e diviso 42, cioè 21.43 franchi all’ora. È in regola nel 2026 e nel 2027, e lo resta nel 2028 se il settore rimane sulla soglia più bassa come oggi. Nel 2029 non basta più, perché la soglia più bassa sarà 21.75. La tredicesima, quindi, fa la differenza, ma il Cantone la conta solo se è prevista: lo stipendio va pagato ogni mese e solo la tredicesima può arrivare più tardi.

Il tempo parziale segue la stessa regola: ogni ora va pagata almeno al minimo, quindi conta la paga oraria, non il totale. Chi è pagato a ore riceve in più le indennità per le vacanze, l’8.33% con quattro settimane o il 10.64% con cinque, e il 3.60% per nove giorni festivi. Il Cantone fa l’esempio con 20.50 franchi: aggiunte le indennità si arriva a 23.01 franchi all’ora, o 22.95 se le due percentuali si calcolano entrambe sulla base, e i due metodi sono ammessi.

Due dettagli per chi ha l’orario flessibile. Con uno stipendio mensile fisso l’ispettorato guarda le ore del contratto, e le ore in più o in meno restano nel monte ore. Se però emerge che le ore in più non vengono mai recuperate, il controllo usa le ore lavorate davvero. E le ore straordinarie ai sensi della legge sul lavoro vanno pagate con almeno il 25% in più o compensate con tempo libero.

Bonus, vitto e alloggio: cosa conta nel minimo

Fino al 31 dicembre 2026 conta solo la paga fissa. Il regolamento in vigore chiede un salario «fisso, garantito e prevedibile» e ammette provvigioni, bonus, gratifiche e benefit solo sopra il minimo. Le domande frequenti del novembre 2024, che valgono per il 2026, aggiungono che i supplementi per lavoro notturno, festivo, straordinario o a turni si sommano al minimo e non lo sostituiscono.

Dal 2027 la regola si allarga. La legge modificata dice che il controllo riguarda tutti gli elementi del salario soggetti ai contributi AVS, e il nuovo regolamento dell’8 luglio 2026 elenca in un allegato cosa entra nel conto e per quanto.

Dal 2027 contano: tredicesima (come già oggi), vitto e alloggio fino a 990 franchi al mese, auto aziendale privata, parcheggio, telefono, provvigioni, bonus garantiti. Non contano: indennità vacanze e festivi, supplementi, rimborsi spese
Gli elementi che dal 1° gennaio 2027 entrano nel salario minimo e quelli che restano fuori. Nostro schema dall’allegato 2 del regolamento dell’8 luglio 2026.

Per chi riceve vitto e alloggio dal datore di lavoro, la novità pesa. Il regolamento riconosce 3.50 franchi al giorno per la colazione, 10.00 per il pranzo, 8.00 per la cena e 11.50 per l’alloggio, cioè fino a 990 franchi al mese per vitto e alloggio completi. Dal 2027 quella cifra può coprire una parte del minimo, e la paga in contanti può quindi essere più bassa senza violare la legge. Un bonus conta se è garantito dal contratto, oppure se è stato pagato per almeno tre anni di fila senza che il datore lo abbia ogni volta dichiarato facoltativo. Le provvigioni contano solo se il contratto garantisce comunque il minimo.

Restano fuori le indennità per vacanze e festivi, che sono un diritto, e i supplementi che compensano uno sforzo: notte, domenica, turni, picchetto. Restano fuori anche i rimborsi spese e la gratifica occasionale decisa a discrezione del datore. Se nel Suo contratto una parte della paga è in natura, conviene che il valore sia scritto. Il passo successivo è capire se per Lei vale davvero la legge cantonale, o un contratto collettivo.

Il salario minimo vale anche con un contratto collettivo?

Nel 2026 spesso no. La legge oggi in vigore esclude i rapporti di lavoro coperti da un contratto collettivo (CCL) di obbligatorietà generale, cioè esteso dallo Stato a tutte le aziende del ramo, o da un CCL che fissa un salario minimo obbligatorio. Quest’ultima formula ha aperto una porta. Secondo il rapporto della Commissione, nel 2021 è nata un’organizzazione che firmava contratti collettivi a 16 franchi all’ora, 2’890 franchi lordi al mese a tempo pieno, ben sotto il minimo legale.

Dal 1° gennaio 2027 il principio si rovescia: il minimo cantonale prevale anche sui contratti collettivi con minimi più bassi, come già oggi sui contratti normali di lavoro (CNL). Le eccezioni sono tre.

  • I CCL firmati prima del 1° gennaio 2026 hanno tempo fino al 31 dicembre 2029 per alzare i salari al livello di legge.
  • I minimi dei CNL in vigore il 1° gennaio 2026 restano validi fino alla scadenza del contratto normale, anche se sono più bassi della nuova forchetta.
  • Un’azienda in grave crisi può chiedere una deroga di al massimo tre anni, rinnovabile, ma solo per un CCL firmato prima del 2026.

La deroga è stretta apposta. Il datore deve dimostrare che l’azienda rischia perdite di posti di lavoro ingenti e provate, la domanda va firmata da tutte le parti del contratto collettivo, la Commissione tripartita decide con due terzi dei presenti e ogni autorizzazione viene pubblicata integralmente nel Foglio ufficiale. Il rapporto della Commissione precisa che la deroga riguarda i contratti aziendali, non quelli di un intero settore.

Quali contratti dovranno adeguarsi? Il Consiglio di Stato, rispondendo alla Commissione, indica tra i CCL cantonali di obbligatorietà generale alcune categorie dei giardinieri, del commercio al dettaglio, delle pulizie e del facility management e degli autotrasporti. Tra quelli federali applicati in Ticino cita il prestito di personale, i parrucchieri e alberghi e ristoranti, soprattutto i piccoli esercizi, dove la settimana normale è di 45 ore e la paga oraria risulta più bassa. Il confronto riguarda la soglia del 2029, 22.25 franchi, e l’elenco del Governo non è completo: il Cantone non ha un elenco di tutti i contratti collettivi in vigore e ha esaminato solo quelli di obbligatorietà generale.

Accanto ai CCL ci sono i nove contratti normali di lavoro ticinesi, che il Cantone impone dove ha trovato abusi salariali ripetuti. Spesso stanno sopra il minimo. Secondo l’elenco dei minimi 2026, un informatico di categoria a deve ricevere almeno 21.82 franchi all’ora e un addetto vendita non qualificato nei negozi fuori dal CCL cantonale 20.50, mentre il minimo legale di quei settori è 20.50 e 20.00. Vale sempre la cifra più alta.

Una nota su Berna. Il 19 giugno 2026 le Camere federali hanno approvato una modifica della legge sui CCL di obbligatorietà generale che darebbe ai minimi di questi contratti la precedenza su quelli cantonali. I Cantoni che hanno già fissato un proprio minimo potranno però mantenerlo, secondo il resoconto del Parlamento sul voto del Consiglio nazionale. Contro la modifica sindacati e sinistra hanno depositato oltre 100’000 firme per il referendum, riferisce la RSI. Finché la modifica federale non entra in vigore, in Ticino valgono le regole cantonali descritte qui.

A chi si applica e chi ne resta fuori

La legge vale per tutti i rapporti di lavoro che si svolgono nel Cantone, compreso il personale interinale e i lavoratori distaccati da imprese estere. Non conta la nazionalità e non conta dove si abita. Ne restano fuori, secondo l’elenco della legge:

  • apprendiste e apprendisti;
  • minorenni che svolgono lavori leggeri;
  • giovani alla pari;
  • stagisti, se lo stage soddisfa i criteri del regolamento;
  • persone con capacità lavorativa ridotta riconosciuta da un’assicurazione sociale o dall’assistenza;
  • familiari che lavorano in un’azienda familiare;
  • chi partecipa a misure sociali finanziate dallo Stato, come i programmi di reinserimento;
  • il personale delle aziende agricole.

Due voci creano più dubbi. Lo stage è escluso solo se rispetta almeno uno dei sei criteri di base del regolamento, per esempio un contratto a tre con la scuola, uno stage di reinserimento di al massimo sei mesi o uno stage di fine studi nell’anno dopo il diploma, e almeno otto dei dieci criteri sulla formazione: obiettivi scritti, una persona di riferimento, colloqui di verifica, un attestato finale, nessuna promessa di assunzione. Nel 2025 l’ispettorato ha trovato irregolari 13 dei 136 stage controllati. Per l’azienda familiare, invece, le FAQ chiariscono che una SA o una Sagl non lo è: lì sono esclusi solo i soci che decidono, mentre i loro familiari assunti hanno diritto al minimo.

Chi controlla e cosa rischia il datore

Il controllo spetta all’Ufficio dell’ispettorato del lavoro. Il datore di lavoro deve consegnare, su richiesta, tutti i documenti che provano il rispetto del minimo e lasciare entrare gli ispettori nei locali. Se i documenti mancano, tocca a lui dimostrare di essere in regola.

Secondo il comunicato della Commissione tripartita dell’11 febbraio 2026, nel 2025 l’ispettorato ha verificato 4’164 aziende con 17’667 dipendenti. Ha trovato 186 aziende in infrazione, il 4.5%, con 463 persone pagate meno del dovuto. La Commissione spiega che la maggior parte dei casi nasceva da errori di calcolo o di valutazione e che le differenze sono state quasi sempre rimborsate. Delle 75 segnalazioni arrivate, circa un terzo ha portato a una sanzione.

La sanzione è legata alla somma risparmiata: il 160% della differenza tra il salario dovuto e quello pagato, fino a 30’000 franchi, e può scendere al 50% se il datore rimborsa gli arretrati. Nel nostro esempio delle confezioni, 37.20 franchi al mese per un anno fanno 446.40 franchi di differenza e una sanzione di 714.24 franchi. Chi viola la legge in modo sistematico per guadagnarci, o ostacola i controlli, rischia una multa penale fino a 40’000 franchi. La sanzione però va allo Stato. I Suoi arretrati sono un credito Suo, e vanno chiesti.

Se in busta paga c’è meno del minimo

Il primo passo è rifare il calcolo con le formule sopra, con il settore giusto e tutte le ore lavorate. Se il risultato resta sotto, conviene chiedere la differenza per iscritto, con un termine. Una lettera può essere breve:

Gentili signori, il mio contratto prevede 3’600 franchi lordi al mese per 12 mensilità e 42 ore settimanali, cioè 19.80 franchi all’ora. Il salario minimo del settore per il 2026 è di 20.00 franchi all’ora. Vi chiedo di versarmi almeno 3’637.20 franchi al mese da ora in avanti e la differenza dal primo giorno di lavoro, entro trenta giorni. Cordiali saluti.

Se la risposta non arriva, ci sono due strade, che si possono percorrere insieme. La prima è la segnalazione online all’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro: nome e recapiti non sono obbligatori, e l’Ufficio scrive che i dati di chi segnala non vengono divulgati. La segnalazione può far partire un controllo, ma non Le restituisce i soldi.

La seconda strada è la causa civile, descritta nella guida della Commissione tripartita. Prima serve un tentativo di conciliazione: davanti al Giudice di pace fino a 5’000 franchi, davanti al Pretore sopra quella cifra. È competente il giudice della sede del datore o del luogo dove Lei lavora di solito. Le pretese salariali si prescrivono in cinque anni, quindi si può agire anche dopo aver lasciato il posto, e fino a 30’000 franchi la procedura non costa spese giudiziarie. I sindacati e le assicurazioni di protezione giuridica possono aiutare con le carte.

Prima di firmare, e a gennaio

Prima di firmare un contratto in Ticino, chieda per iscritto tre cose: la paga lorda, le ore settimanali e il numero di mensilità. Con queste e il codice NOGA del datore il controllo richiede due minuti. Chieda anche se l’azienda applica un contratto collettivo, e quale, perché nel 2026 può spostare il pavimento in su o in giù, e un contratto collettivo firmato prima del 2026 può restare sotto il minimo di legge fino alla fine del 2029.

Poi segni una data: la busta paga di gennaio 2027. È la prima con le nuove cifre, ed è anche la prima in cui vitto, alloggio e bonus garantiti possono entrare nel conto. Se lavora come frontaliere, ricordi che il minimo è lordo: per passare al netto servono anche le imposte del nuovo accordo. Il salario minimo, comunque, resta un pavimento. Molte offerte in Ticino stanno ben sopra, e conviene confrontarle con il Suo conto alla mano.

Domande frequenti

Il salario minimo ticinese vale anche per i frontalieri?
Sì. La legge si applica a tutti i rapporti di lavoro che si svolgono nel Cantone, senza guardare dove abita chi lavora. Anzi, secondo i dati del Cantone circa due terzi delle persone pagate meno di 22.25 franchi all’ora sono frontalieri. Vale anche per il personale interinale e per i lavoratori distaccati da imprese estere.
Il salario minimo è lordo o netto?
Lordo. Tutte le cifre di questo articolo sono prima dei contributi sociali e, per chi la paga, dell’imposta alla fonte. Quello che arriva sul conto è quindi più basso del minimo, ed è normale.
Posso accettare per iscritto uno stipendio sotto il minimo?
No. La legge dice che non si può derogare alle sue regole a svantaggio di chi lavora. Una firma su un contratto con una paga più bassa non cancella il diritto alla differenza, che si può chiedere per cinque anni.
Un’azienda con sede fuori dal Ticino deve pagare il minimo ticinese?
Sì, per il lavoro svolto in Ticino. Il regolamento include esplicitamente i lavoratori distaccati da Paesi dell’UE o da Stati terzi. Nel 2025 l’ispettorato ha controllato 606 datori di lavoro esteri attivi in Ticino per meno di 90 giorni e ne ha sanzionati 67.
Il periodo di prova o un contratto a termine cambiano qualcosa?
No. La legge elenca le eccezioni una per una e né il periodo di prova né il contratto a tempo determinato ci sono. Conta solo il settore dell’azienda e il fatto di non rientrare in una delle categorie escluse, come apprendisti o stagisti.

Altri articoli

Tutti gli articoli